La FINMA riforma le norme sull’insolvenza degli istituti finanziari

1 Ottobre 2025 4 min di lettura
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La FINMA riforma le norme sull’insolvenza degli istituti finanziari

Il settore finanziario svizzero si avvicina a un traguardo normativo di grande portata. Oggi, 1° ottobre 2025, l’Autorità federale di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA) ha introdotto una nuova Ordinanza sull’insolvenza che consolida e modernizza tutte le norme esistenti relative alla gestione del fallimento di banche e altri istituti finanziari.

Questa riforma di ampio respiro non è una semplice revisione tecnica: ridefinisce il modo in cui la governance, la gestione dei rischi e la conformità (GRC) devono operare, fissando un punto di riferimento globale per la pianificazione della risoluzione e segnalando ai consigli di amministrazione di tutto il mondo che la preparazione al fallimento è ora una misura essenziale della solidità finanziaria.

Una nuova era per la stabilità finanziaria

Quando è scoppiata la crisi finanziaria globale del 2008, è emersa una verità difficile: molti istituti non avevano mai pianificato l’ipotesi di un fallimento. I regolatori hanno risposto con stress test, «testamenti in vita» e piani di risanamento, per garantire che il collasso di una singola banca non destabilizzasse il sistema finanziario. Ora la Svizzera scrive il capitolo successivo. La nuova Ordinanza FINMA sull’insolvenza abolirà tre corpus normativi distinti (BIO-FINMA, IBO-FINMA e CISBO-FINMA) sostituendoli con un quadro unico e moderno per la risoluzione ordinata di banche e altri istituti sottoposti a sorveglianza. Non si tratta di un semplice consolidamento tecnico. È il segnale che la preparazione alla risoluzione è una responsabilità di livello di consiglio di amministrazione e un elemento centrale della governance, della gestione dei rischi e della conformità (GRC).

Cosa cambia con l’ordinanza

L’ordinanza armonizza e modernizza l’approccio svizzero all’insolvenza nel settore finanziario. Unificando normative diverse, la FINMA offre un processo più chiaro e più rapido per la gestione degli istituti in difficoltà.

  • Coerenza e rapidità. Un quadro unico elimina le regole contraddittorie, permettendo a regolatori e istituti di agire con decisione durante una crisi.
  • Certezza del diritto. Creditori e controparti dispongono di un percorso trasparente, che riduce il panico e il rischio di contagio sui mercati (comunicato FINMA).
  • Allineamento internazionale. La Svizzera si allinea ora al rigore degli standard della direttiva europea sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD) e ai requisiti statunitensi «living will» del Dodd-Frank Act, consolidando la propria reputazione di piazza finanziaria stabile e affidabile.

Per dirigenti e amministratori, il messaggio è inequivocabile: la pianificazione del fallimento non può più essere delegata a un team specializzato né riesaminata una volta l’anno. I consigli di amministrazione devono sorvegliare attivamente i piani di risoluzione, mentre il management deve garantire la resilienza operativa, identificando le funzioni critiche, mappando le dipendenze da terze parti e testando la capacità di continuare le attività o di procedere a una liquidazione ordinata. La FINMA si attende inoltre un accesso in tempo reale a dati accurati: fogli di calcolo dispersi non saranno più sufficienti.

Implicazioni al di là della Svizzera

Sebbene si tratti di una normativa svizzera, la sua rilevanza va ben oltre i confini nazionali. I regolatori dell’Unione europea e del Regno Unito stanno inasprendo i requisiti in materia di pianificazione del risanamento e della risoluzione, mentre la Federal Reserve statunitense continua ad affinare il proprio regime di «living will». La mossa della Svizzera invia quindi un segnale globale: ogni istituto finanziario deve dimostrare di poter uscire dal mercato senza destabilizzarlo. Gli istituti che tardano rischiano di trovarsi in affanno quando partner e stakeholder internazionali inizieranno a esigere lo stesso livello di preparazione ovunque.

Costruire una GRC integrata per la preparazione alla risoluzione

Rispondere a queste aspettative richiede più di un semplice documento di policy. Una pianificazione efficace della risoluzione si basa su più discipline (gestione dei rischi, continuità operativa, sorveglianza dei terzi e reportistica normativa) e ha successo solo se queste sono interconnesse.
I framework GRC integrati permettono alle organizzazioni di:

  • Centralizzare i dati di rischio e conformità per fornire alla direzione e ai regolatori un’unica fonte di verità.
  • Automatizzare i workflow critici, come la segnalazione degli incidenti, la pianificazione delle emergenze e gli aggiornamenti destinati al consiglio di amministrazione.
  • Integrare i test di resilienza nelle operazioni quotidiane, affinché i piani di gestione delle crisi restino aggiornati e operativi.

Piuttosto che aggiungere un ulteriore sistema isolato, un approccio GRC unificato permette a governance, gestione dei rischi e conformità di lavorare insieme senza soluzione di continuità, esattamente ciò che un quadro di risoluzione moderno richiede. Gli istituti che adottano questo approccio scopriranno anche benefici che vanno oltre la conformità: maggiore efficienza grazie a processi razionalizzati, una fiducia più solida da parte degli stakeholder e la sicurezza di poter innovare e crescere sapendo che le proprie strutture di rischio e governance possono evolvere di conseguenza.

Con l’entrata in vigore dell’Ordinanza FINMA sull’insolvenza il 1° ottobre 2025, la vera notizia non è tanto il cambiamento normativo in sé, quanto un cambiamento di mentalità. La pianificazione della risoluzione si trasforma da esercizio difensivo in elemento fondante della leadership strategica. Gli istituti che adottano questa visione non si limiteranno a soddisfare i supervisori: definiranno lo standard per una crescita responsabile e un successo sostenibile nel prossimo capitolo del settore finanziario.