Resilienza operativa nel 2025: dall’obbligo regolamentare alla leva strategica

26 Agosto 2025 3 min di lettura
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Resilienza operativa nel 2025: dall’obbligo regolamentare alla leva strategica

Guardando indietro, il 2023 è stato l’anno dell’adattamento. Il 2024 ha segnato l’anno dell’accelerazione, quando la resilienza operativa è passata dall’essere una casella da spuntare in ottica di conformità a una priorità a livello di consiglio di amministrazione. Ora, nel 2025, la resilienza è diventata la spina dorsale della fiducia e della continuità.

Eventi climatici estremi, attacchi informatici, volatilità geopolitica e interruzioni IT diffuse si sono combinati per esporre la fragilità anche delle aziende più avanzate dal punto di vista digitale. Ciò che un tempo sembrava un rischio isolato è diventato sistemico e transfrontaliero, con ripercussioni sulle catene di fornitura, sulla fiducia dei clienti e sulla continuità operativa. La lezione è chiara: la resilienza non è più opzionale, è diventata un fondamento.

Il campanello d’allarme normativo

In risposta, le autorità di vigilanza in Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico hanno alzato l’asticella. Una delle normative più determinanti è il Digital Operational Resilience Act (DORA) dell’UE, in vigore da gennaio 2025. Il DORA stabilisce uno standard rigoroso affinché istituti finanziari e fornitori ICT possano resistere, reagire e riprendersi dalle interruzioni, sia sul piano digitale sia operativo.

I cinque pilastri del DORA, ovvero gestione del rischio ICT, segnalazione degli incidenti, test di resilienza, sorveglianza dei terzi e condivisione delle informazioni, trovano sempre più eco in altre giurisdizioni. Il quadro di gestione del rischio operativo della Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti, le linee guida MAS di Singapore e i quadri normativi FCA/PRA del Regno Unito convergono tutti verso un messaggio unificato: la resilienza deve essere integrata, testata e monitorata continuamente come parte della governance, del rischio e della conformità.

E anche al di là del settore finanziario, la spinta si fa sentire. Il governo federale svizzero ha recentemente annunciato piani per una legge sulla cyber-resilienza. È un segnale che la resilienza sta diventando una priorità politica nazionale, e non solo un obbligo settoriale.

Cosa significa tutto ciò per i programmi GRC

I sistemi GRC tradizionali, concepiti per il monitoraggio delle policy, gli audit e una conformità reattiva, non sono più sufficienti. Per rispondere alle attuali esigenze di resilienza, i programmi GRC devono essere proattivi, integrati e continui.

Questo cambiamento richiede alle organizzazioni di:

  • Mappare e monitorare i servizi aziendali critici
  • Testare le tolleranze di impatto attraverso scenari simulati
  • Rispondere agli incidenti con flussi di lavoro in tempo reale
  • Integrare la sorveglianza dei terzi nei piani di resilienza
  • Allineare gli obiettivi di resilienza tra i settori aziendali e IT

Il vantaggio Swiss GRC: trasformare gli obblighi in slancio

In Swiss GRC sappiamo che costruire resilienza significa molto più che allinearsi alla normativa: significa chiarezza operativa, coordinamento interfunzionale e prontezza continua.

La nostra piattaforma consente alle organizzazioni di:

  • Allinearsi al DORA e ai quadri normativi globali attraverso librerie di controlli strutturate e configurazione modulare
  • Unificare rischio, conformità, audit e controlli ICT in un ecosistema GRC centralizzato
  • Automatizzare la segnalazione degli incidenti e i flussi di escalation, garantendo tracciabilità pronta per gli audit
  • Simulare scenari di interruzione e convalidare le capacità di ripristino tra servizi e terzi
  • Monitorare continuamente le metriche di resilienza per identificare l’esposizione al rischio prima che si aggravi

L’architettura modulare di Swiss GRC significa che non è necessario sostituire i propri sistemi esistenti: ci integriamo con quanto già in uso e cresciamo di pari passo con la maturazione della strategia di resilienza.

La resilienza come nuovo vantaggio competitivo

Nel 2025, le organizzazioni leader non saranno quelle con le politiche di conformità più dettagliate. Saranno quelle capaci di assorbire gli shock, proteggere le operazioni e riprendere slancio più rapidamente dei loro concorrenti. La resilienza non consiste nell’evitare le interruzioni. Consiste nel prepararsi ad affrontarle, nel gestirle e nell’imparare da esse. Con la convergenza delle normative a livello globale, come il DORA nell’Unione europea e nuove iniziative come la legge sulla cyber-resilienza prevista dalla Svizzera, il messaggio è inequivocabile: la resilienza deve essere integrata al centro della governance, del rischio e della conformità.

Questo è il momento di andare oltre la conformità reattiva. Le organizzazioni che investono in piattaforme GRC più intelligenti e integrate non si limitano a gestire il rischio. Stanno costruendo fiducia, continuità e competitività a lungo termine.